Il processo infiammatorio articolare, che può essere di tipo degenerativo come nelle artosi e nelle osteoartrosi, è caratterizzato in particolare da un eccesso di liquido sinoviale, liquido posto all’interno dell’articolazione per proteggere la cartilagine. L’aumento della componente fluida, in risposta proprio al processo infiammatorio che necessita di far navigare più velocemente le sostanze dell’infiammazione attraverso l’articolazione, si realizza con un aumento di liquido e la diminuzione della viscosità del liquido sinoviale.

Per questo alcuni anni fà sono nati i preparati di acido ialuronico, componente fondamentale del liquido sinoviale. Le infiltrazioni con acido ialuronico, prima a basso peso molecolare, oggi ad alto o altissimo peso molecolare, permettono di ripristinare, più o meno velocemente, una più corretta viscosità del liquido sinoviale e questo determina due effetti:

  1. Diminuire il  processo infiammatorio, perché laddove aumenta la viscosità del liquido sinoviale la navigazione, ovvero diapedesi, delle sostanze dell’infiammazione si interrompe e quindi l’infiammazione si blocca
  2. Migliorare il nutrimento della cartilagine imprigliando le sostanze nutritive e permettendo il nutrimento della cartilagine, che si verifica solo per pompage durante il movimento dell’articolazione attraverso la cartilagine stessa.

Quando è utile l’utilizzo, al livello infiltrativo- articolare, di PRP fattori di crescita o di acido ialuronico?

Sicuramente quando ci si trova di fronte ad una artrosi che può essere un’ artrosi di ginocchio in alcuni casi dell’anca, spesso della spalla e che sia caratterizzata da un processo degenerativo che siamo ancora in grado di ritardare o bloccare.

Sono trattamenti non utili in quelle artosi molto avanzate con rigidità o difficolta nella deambulazione nelle quali l’unica soluzione è una sostituzione protesica. Ma sono estremamente vantaggiosi come trattamenti nei pazienti con forte dolore, con un’età ancora giovanile e con una artrosi non troppo avanzata. Altresì possono essere utili anche qualora ci si trovi di fronte ad una artrosi avanzata in un paziente non operabile o veramente troppo giovane cioè con un’età al di sotto dei 40 anni.