L’ortopedia è una branca della chirurgia che nasce in tempi relativamente recenti,  ma se ne parlava già nel novecento quando veniva consierata la branca peggiore della chirurgia generale, tanto che coloro che venivano considerati ortopedici erano quei chirurghi meno esperti che venivano mandati a fare i gessi.

Erano due le tipologie di chirurghi meno esperti che venivano lasciati fuori dal campo chirurgico vero e proprio: quelli che sono diventati anestesisti e quelli che sono diventati ortopedici.

In particolare l’ortopedia deriva la sua terminologia dal greco Orthòs Paidòs che vuol dire “bambino dritto”, in quanto una volta l’ortopedia era prevalentemente quella branca della medicina che trattava le spasticità dei bambini come la scoliosi e il piede torto. Infatti nella ormai antica Clinica Ortopedica di Roma esistevano dei reparti per gli spastici, il piede torto , la poliomelite.  Oggi sono tutte patologie che si vedono molto meno frequentemente tanto è vero che questo reparto non c’è più, ma sono sempre patologie che si possono trovare e che una volta diagnosticate devono essere trattate.

In ogni caso le due condizioni che hanno permesso l’evoluzione dell’ortopedia sono state proprio le patologie del bambino e la traumatologia. In particolare la traumatologia di guerra tanto che il primo ad eseguire un inchiodamento per una frattura di gamba fu un medico tedesco Kuntscher durante la seconda guerra mondiale. In ortopedia è stato usato il chiodo di Kuntscher per decenni fino a che l’evoluzione della traumatologia, attraverso la scuola della “O” ovvero del club dell’osteosintesi, ha portato a nuovi mezzi di sintesi che oggi permettono di realizzare osteosintesi valide per una deambulazione precoce del paziente anche qualora abbia una frattura complessa di tibia.

Molto più di tutte le altre branche della medicina, l’ortopedia e la chirurgia ortopedica si sono avvalse degli aggiornamenti tecnolocigi infatti attraverso l’evoluzione della tecnologia, l’ortopedia è riuscita a diventare sempre più chirurgica, sempre più meno invasiva e sempre più risolutiva.

Basti pensare alla chirurgia artroscopica che è cominciata nel ginocchio per poi arrivare alla caviglia, alla spalla oggi anche all’anca, con risultati in grado di risolvere patologie che prima potevano essere aggredite solo a cielo aperto e con un recupero spesso difficoltoso e molto lento.

Ma questo tipo di evoluzione l’ortopedia l’ha avuta anche attraverso i mezzi fisici che hanno permesso di accelerare la guarigione delle fratture come i campi magnetici e anche attraverso l’utilizzo di altri mezzi fisici in grado di velocizzare attraverso la fisioterapia i processi di guarigione al livello funzionale delle articolazioni aggredite chirurgicamente.